Chiama per un appuntamento! +0226145657

malattia parodontale o parodontopatia o piorrea

Che cosa è la malattia parodontale?

Un tempo conosciuta con il nome di Piorrea, la malattia parodontale o parodontopatia rappresenta oggi una delle cause più importanti della perdita dei denti. Essa è costituita da un complesso di malattie che, in forme diverse, possono colpire ogni fascia di età. La forma più frequente colpisce l'adulto nell'età compresa tra i 40 ed i 60 anni. Il termine parodontopatia indica una malattia che interessa i tessuti deputati al supporto dei denti: il legamento parodontale, il cemento radicolare e l'osso alveolare. Tali strutture costituiscono il parodonto profondo. A queste tre strutture si devono aggiungere le gengive che rappresentano il cosidetto parodonto superficiale.
La parodontopatia è una malattia cronica e come tale non può essere eliminata in modo definitivo ma, può e deve essere curata.

Quale sono le cause che la provocano?

La causa principale è la placca batterica. La placca rappresenta l'insieme dei batteri che albergano naturalmente nel cavo orale. Non tutte le oltre 300 specie microbiche presenti nella bocca provocano la malattia parodontale ma, solamente alcune di queste specie sono considerate patogene. Affinché determinati tipi di batteri agiscano provocando lo sviluppo della parodontopatia è necessario che si verifichino determinate condizioni. Prima fra tutte che il paziente sia in qualche modo predisposto e suscettibile. Oltre al fattore ereditario altre condizioni o comportamenti possono favorire o aggravare la malattia parodontale. Tali fattori sono ad esempio la scarsa igiene orale, il tartaro sopra e sottogengivale, malattie sistemiche come il diabete, il fumo di sigaretta e la presenza di parafunzioni come il digrignamento ed il serramento dei denti durante la notte.

Che cosa è una tasca parodontale?

CCParodo1In condizioni di salute la gengiva aderisce al dente in modo da formare un sigillo che protegge le strutture profonde come l'osso, la radice ed il legamento parodontale dall' aggressione di batteri e dai traumi. E' possibile, in assenza di malattia, misurare lo spazio esitente tra denti e gengive con una sonda millimetrata: questo spazio detto solco è profondo da 1 a 3 mm.

CCParodo2Quando la placca si accumula sul bordo gengivale, le sostanze rilasciate dai batteri favoriscono l'infiammazione della gengiva che tende a scollarsi approfondendo il solco e trasformandolo in una tasca. Una tasca parodontale è rappresentata quindi da uno stato di infiammazione a carico della gengiva che provoca uno spostamento piu apicale della giunzione tra dente e gengiva. Una tasca superiore ai 4 mm, rappresenta una zona ad alto potenziale di rischio per la progressione della malattia. ( Foto 1 ) La sonda parodontale millimetrata misura la profondità della "tasca parodontale". ( Foto 2 ): maggiore è la profondità della "tasca " e più grave è la malattia parodontale

Come si riconoscono le malattie parodontali?

Le malattie parodontali diversamente da altre patologie del cavo orale come carie, afte etc. sono prevalentemente asintomatiche. Vi sono però dei segni caratteristici che devono fare insospettire il paziente: il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento, la scopertura dei colletti dentali (recessioni), la presenza di gonfiore a livello del margine gengivale, la persistenza di alito cattivo, la ipersensibilità dentale agli sbalzi di temperatura, la presenza di ascessi ed infine la mobilità di alcuni elementi dentari.

Se uno o più di questi segni sono presenti è necessario consultare lo specialista in parodontologia per un accurato esame della bocca.

In cosa consiste la visita parodontale?

La valutazione parodontale consiste nell'esaminare lo stato di salute dei tessuti di supporto dei denti e cioè le gengive, le ossa alveolari e il legamento parodontale oltre che assicurarsi sullo stato di salute dei denti e delle mucose. Per fare questo è necessario raccogliere alcuni dati relativi alla salute generale del paziente poiché, come detto, alcune malattie sistemiche possono influenzare negativamente lo stato di salute delle gengive. Poi, attraverso il sondaggio parodontale, il controllo della mobilità dentaria e dello stato dell'occlusione dentaria, si valuterà clinicamente la presenza o meno di malattie. Questi dati non sono però da soli sufficienti per formulare una diagnosi corretta. E' necessario a volte eseguire altre indagini,il così detto set parodontale radiografico. Esso consiste in 14 o 18 radiografie endorali che sono in grado, con grande precisione, di fornire informazioni sulle strutture profonde che non possono essere valutate clinicamente. Inoltre spesso sono necessarie delle impronte per poter realizzare dei modelli in gesso delle arcate per poter valutare il modo nel quale i denti combaciano. Per finire possono essere richieste delle fotografie che serviranno come base iniziale a cui riferirsi durante la terapia per valutare i progressi fatti.

Come si curano le malattie parodontali?

Nonostante la ricerca in questo settore sia una delle più attive nell'ambito delle scienze biomediche, ancora oggi il fondamento della terapia parodontale si basa sulla eliminazione meccanica della placca batterica. Lo scopo ultimo della terapia è quello di rendere il cavo orale sano e facilmente mantenibile attraverso la semplice igiene domiciliare.CCParodo5 Possiamo individuare varie fasi e livelli di terapia. Una prima fase, detta terapia iniziale, riguarda tutti i pazienti che si presentano alla osservazione. Essa consiste nella pulizia del tartaro e dei bordi gengivali, nella lucidatura delle superfici dentali e nell'apprendimento delle corrette norme di igiene orale. Questa fase può essere sufficiente nei soggetti che presentano infiammazioni lievi come gengiviti. Nel caso ci si trovi di fronte a malattie parodontali moderate o severe, questa fase verrà seguita da una pulizia più profonda, di solito sotto anestesia locale, detta levigatura radicolare. ( Foto 5 ): rimozione della placca e del tartaro sotto gengivale. Il terzo livello di intervento è la eliminazione per via chirurgica delle tasche e dei difetti ossei che non possono essere trattati con metodi conservativi.( Foto 3 ):CCParodo3 terapia chirurgica parodontale Anche in questo caso abbiamo a disposizione diverse soluzioni. A seconda delle indicazioni sarà possibile effettuare una terapia chirurgica rigenerativa, cioè in grado di recuperare in tutto o in parte il tessuto distrutto dalla malattia, o una terapia chirurgica resettiva che tende ad eliminare radicalmente le tasche ed i difetti presenti. Il quarto livello di intervento è rappresentato dalla terapia di supporto o mantenimento. Questa fase è fra tutte la più importante e delicata. La mancata adesione alle norme di igiene domiciliare e una incostante presenza ai controlli professionali possono essere causa della ricorrenza della malattia con conseguenze gravi per il mantenimento degli elementi dentari compromessi.
Elemento fondamentale nel trattamento parodontale è la presenza dell'igienista dentale. L'igienista rappresenta il principale coordinamento tra paziente e parodontologo e svolge attivamente molte delle fasi di motivazione e controllo della terapia.

E' importante curare questa malattia?

La malattia parodontale non è una malattia mortale ma può essere altamente invalidante portando alla perdita precoce di elementi dentari con relative conseguenze sul piano funzionale (ridotta capacità masticatoria), sul piano estetico (modifica dei lineamenti delle labbra e del sorriso) e soprattutto sul piano piscologico (perdita di confidenza, difficoltà di relazioni con il prossimo). Oltre a ciò, recenti studi condotti negli Stati Uniti, per conto dell'Istituto Nazionale per le Ricerche Odontoiatriche (NIDR), hanno messo in luce l'esistenza di importanti legami tra malattie sistemiche e malattie parodontali. In particolare pazienti con parodontopatia sembrano essere più a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, osteoporosi e nelle donne ad avere gravidanze che esitano in nascite premature e sotto peso.

La chirurgia ossea resettiva

Solo nei casi di parodontite avanzata e solo dopo la fase iniziale non chirurgica è indicato il trattamento chirurgico della parodontite.
Nel caso di parodontite avanzata, il tessuto osseo e gengivale che sostiene gli elementi dentari è distrutto e le tasche parodontali si approfondiscono creando uno spazio più largo dove i batteri possono proliferare.
Anche se il paziente ha un’ottima igiene orale, la terapia chirurgica è indicata poiché le manovre di igiene domiciliare non permettono di posizionare le setole dello spazzolino al di sotto della gengiva per più di 0.8mm.
Qualora non si intervenisse chirurgicamente, le tasche tenderebbero ad approfondirsi, l’osso alveolare a riassorbirsi e qualora questa perdita fosse notevole, l’estrazione potrebbe essere l’unica terapia possibile.
L’approccio chirurgico consiste nel rimuovere il tessuto malato (la tasca) e nel ricontornare i tessuti molli (gengive) e duri (osso alveolare) al fine di ottenere un’anatomia che permetta l’eliminazione permanente delle tasche, dei difetti ossei (crateri), e di favorire le manovre di igiene domiciliare. La tecnica chirurgia, nota come “Chirurgia ossea resettiva”, ha subito dei cambiamenti notevoli negli ultimi anni al fine di poter eliminare la patologia parodontale pur conservando un aspetto gengivale il più estetico ed atraumatico possibile.

Quali sono i benefici delle “Chirurgia ossea resettiva”?

Principale vantaggio della chirurgia ossea resettiva è la riduzione delle tasche parodontali, dei difetti ossei peri-dentali, dei batteri responsabili della parodontite e della sua progressione, ed il mantenimento quindi degli elementi dentari e di un sorriso sano. La sola eliminazione dei batteri, come avviene nella terapia non chirurgica, non è sufficiente per prevenire recidive. Tasche profonde sono impossibili da pulire per il paziente, quindi è importante ridurle cosicché il paziente possa mantenere gengive e denti sani con l’igiene domiciliare ed il mantenimento professionale. Un parodonto sano permette di mantenere i denti nel tempo e di prevenire eventuali patologie sistemiche (ad esempio patologie cardiovascolari, diabete, etc.).

La chirurgia rigenerativa

La chirurgia rigenerativa consiste nel ricostruire il tessuto osseo e gengivale che è andato perso a seguito della malattia parodontale o di altri processi patologici.

L’indicazione primaria alla chirurgia rigenerativa sono i difetti ossei molto profondi. La tecnica consiste nell’utilizzare un innesto che viene poi ricoperto dai tessuti gengivali o da membrane protettive. L’innesto utilizzato in genere è osso autologo, cioè appartenente allo stesso paziente, o innesti sintetici prodotti in laboratorio che vengono poi ad essere sostituiti da tessuto osseo in pochi mesi.

Quali sono i benefici della “chirurgia rigenerativa”? 

 Il principale vantaggio è la ricostruzione del tessuto che è andato perso a causa della parodontite o di altri processi patologici. Conseguenza della rigenerazione è la riduzione della profondità di tasca e una diminuzione o risoluzione completa delle recessioni gengivali.

La chirurgia plastica mucogengivale 

La microchirurgia plastica parodontale è utilizzata per arrestare la progressione di problemi parodontali e delle recessioni gengivali (retrazione delle gengive) ma anche per migliorare l’aspetto estetico della linea gengivale e del sorriso.

Radici dentali esposte sono il risultato della recessione gengivale. I denti appaiono allungati e spesso sensibili a cibi e liquidi caldi, freddi o acidi. Sebbene le uniche due ragioni per cui si hanno recessioni gengivali siano la placca batterica e/o un traumatismo, esistono una varietà di fattori predisponenti che dovrebbero essere individuati per limitarne l’azione distruttiva e per prevenire l’ulteriore perdita di gengiva ed osso.

Innesti di tessuto molle possono essere utilizzati per coprire le radici esposte ma anche per ricostruire il tessuto che è andato perso. Il tessuto molle viene prelevato dal palato o da altre zone intraorali. L’intervento è quasi indolore e non esistono possibilità di rigetti né di trasmissione di patologie infettive come AIDS ed epatite. Il tessuto prelevato dalla zona donatrice si riforma spontaneamente in poche settimane.

Quali sono i benefici della “chirurgia plastica mucogengivale”?

L’innesto di tessuto molle ricostruisce il tessuto perso e previene l’ulteriore progressione della recessione gengivale e dell’osso alveolare. Gli innesti gengivali riducono la sensibilità dentinale e prevengono la formazione delle carie radicolari. Non ultimo migliorano l’aspetto estetico della linea gengivale e del sorriso in generale.

La chirurgia di allungamento di corona clinica

L’allungamento di corona clinica viene eseguito per motivi ricostruttivi o protesici.
Ad esempio se un elemento dentario è cariato o fratturato sotto la linea gengivale o presenta un’insufficiente altezza per essere ricostruito con una corona o un ponte l’allungamento di corona clinica espone la struttura dentaria cosicché possa essere ricostruito.

Tecniche di chirurgia plastica parodontale o di chirurgia ossea-resettiva sono eseguiteanche con finalità estetiche. Esistono procedure per migliorare il cosiddetto “gummy smile” o sorriso gengivale quando i denti appaiono troppo corti. I denti potrebbero essere di una lunghezza naturale ma coperti da gengiva o addirittura tessuto osseo.

Per migliorare l’aspetto di questi pazienti si può eseguire l’allungamento di corona clinica estetica. Durante questa chirurgia l’eccesso di gengiva e di tessuto osseo vengono ricontornati ed armonizzati per esporre la naturale lunghezza dei denti.
Questo intervento può estendersi da un dente all’intera arcata dentaria al fine di cambiare totalmente l’estetica del sorriso e la fisionomia facciale.

Quali sono i benefici della chirurgia di “allungamento di corona clinica”?

Migliora l’estetica e la salute del sorriso ma permette anche la ricostruzione protesica degli elementi dentari. Aumenta quindi il comfort nel sorridere, mangiare e parlare, in un’unica parola la vita relazionale e sociale del paziente.